mandato missionario sr. Happy Rozario

Una giornata memorabile venerdì 18 agosto 2023 per la città di Bonpara, Rajshaji, per tutte le comunità MdI e non solo. Sr. Happy Rozario, missionaria dell’Immacolata bengalese e juniores, dopo la destinazione per l’Italia, riceve ora il mandato missionario da p. Dino Giacominelli (PIME) nella sua parrocchia d’origine, dedicata alla Madonna di Lourdes, per l’appunto a Bonpara, Natore. E dopo il mandato? Ecco che già è pronto il biglietto per partire, il 28 agosto 2023 alla volta di Milano/Monza, e le cose cambiano in un attimo!

Dopo una settimana intensa di animazione e preparazione nei villaggi dei pressi di Bonpara in cui sr. Happy ha condiviso con tutti la storia della sua vocazione e la sua gioia, ecco la giornata del mandato, che si è svolta con un momento di celebrazione e preghiera con la Santa Messa alle 9 del mattino, per poi giungere ad un momento di festa e condivisione nel villaggio di sr. Happy, organizzato dalla sua famiglia. Una giornata indimenticabile, come capiamo facilmente dalle condivisioni della protagonista e di tre ragazze italiane che quest’estate hanno vissuto un mese in missione proprio in Bangladesh (tramite il cammino Giovani e Missione) e che quel giorno erano presenti.

LA CONDIVISIONE DI SR HAPPY ROZARIO

Sono sr. Happy Rozario, nativa di Bonpara, Rajshahi, Bangladesh. Le Missionarie dell’Immacolata hanno servito per moltissimi anni la mia parrocchia nel campo della Pastorale, tanto che da molti vengono ancora chiamate ‘le bonpara sisters’, con una storia lunga e proficua, fra lavoro in dispensario, nel boarding con le ragazze e nella pastorale nei villaggi. Fin da bambina, perciò, ho sempre visto le MdI visitare le famiglie e lavorare nei villaggi predicando il Vangelo e devo dire che il loro approccio, il loro stile e il loro lavoro mi hanno sempre colpito, anche se della vocazione missionaria non è che sapessi molto! È stato dopo aver scelto di entrare in convento, ancora giovane, che insieme alla continuazione degli studi ho potuto conoscere sempre più le caratteristiche di questa vocazione, attraverso la formazione ricevuta e la conoscenza delle sorelle. Sono stata ispirata dalla vita semplice e ordinaria delle suore, che mi ha aiutato a scoprire giorno dopo giorno la mia vocazione.

Così, passo dopo passo, è arrivato anche per me il tempo della destinazione e della partenza per la missione. In particolare sono partita il 28 agosto 2023 per raggiungere la mia terra di missione, l’Italia. Posso dire di essere veramente contenta che il Signore mi abbia scelto e accompagnato in questo viaggio, donandomi la pienezza della vocazione missionaria, la destinazione! Se devo dire la verità, quando sognavo la missione mi orientavo verso altre zone del mondo, prevalentemente l’Africa, e quando ho sentito per la prima volta che la mia destinazione era l’Italia, mi sono sorpresa. Tuttavia, in questi anni ho imparato a comprendere come il mondo sia in continuo cambiamento e come la presenza dei missionari si sia resa necessaria e fondamentale anche in paesi di tradizione cristiana. È su questa parola e necessità che ho fatto mia la chiamata del Signore a raggiungerlo in Italia ed è proprio per questa chiamata che mi considero fortunata. Nel mio paese di origine, infatti, tanto tempo addietro i missionari italiani sono stati fra i primi a portare e testimoniare il Vangelo e noi siamo i frutti del loro amore e del loro sacrificio. Per questo, la mia speranza e la mia preghiera è che possa essere anch’io come loro fra gli italiani un segno dell’amore e della benevolenza di Dio.

L’ultima parola di gratitudine e ricordo per la mia famiglia, che mi ha sempre lasciato libera nella scelta, mi ha sostenuto e che mi è ancora al fianco attraverso l’amore e la preghiera. È questo che mi sostiene nei momenti di insicurezza o paura, insieme alla certezza della presenza sicura del Signore accanto a me in ogni giorno della mia vita.

LE IMPRESSIONI DI ANNA, CAMILLA E CRISTINA, TRE RAGAZZE DI GIOVANI E MISSIONE

mandato missionario sr. Happy RozarioPer noi ragazze GM è stata la prima volta che assistevamo ad un Mandato Missionario ed eravamo curiose di scoprire come si sarebbe svolta la cerimonia. La barriera linguistica, benché limitante (tutto il rito era in bengalese!), è stata quasi un dono, perché ci ha permesso di vedere tutto quello che traspare oltre le parole.

Una delle cose che ci ha colpito maggiormente è stata l’emozione, il fermento e l’agitazione provata anche dalle altre Sisters nei giorni precedenti alla cerimonia: tantissime suore hanno cercato di raggiungere il luogo dove si è tenuta la santa messa e tutte hanno contribuito ai preparativi. Anche chi non ha potuto raggiungere il luogo, ha manifestato il suo affetto attraverso la preparazione di una torta o di un mazzo di fiori.

Durante il pranzo a casa di suor Happy, siamo rimaste sorprese nel vedere la partecipazione attiva non solo dei familiari, ma anche degli abitanti del villaggio. Più persone hanno contribuito a cucinare il cibo, a distribuirlo agli invitati e a creare dei momenti di intrattenimento con danze e canti tradizionali, tra una portata e l’altra. Non è di certo mancata la cura e l’attenzione nei confronti degli ospiti, elemento che contraddistingue la cultura bengalese.

Durante la giornata anche noi ragazze di Giovani e Missione ci siamo sentite partecipi: nella processione iniziale della Santa Messa ci è stato dato il compito di portare la bandiera italiana per poi lasciarla vicino all’altare e nel pomeriggio alcune parti del programma si sono svolte in inglese per facilitare la nostra comprensione. Speriamo che la nostra presenza qui possa aver fatto sentire Happy un po’ più vicina all’Italia. Ci rende felici pensare di aver contribuito nel nostro piccolo ad incoraggiarla e a farla sentire già a casa nella sua nuova missione!

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