Sono sr. Maria Clara Pires, originaria di Parintins in Brasile Nord, Amazzonia, missionaria dell’Immacolata, da quattro anni vivo e sono a servizio della missione di Hong Kong, a cui sono stata destinata.

Ho raggiunto questa missione nel 2016, portando dentro di me il desiderio di inserirmi bene, pur essendo  consapevole delle sfide che mi aspettavano. La fede in Dio, tuttavia, mi rassicurava che il Signore sarebbe stato sempre al mio fianco e mi avrebbe dato forza e le grazie necessarie per superarle.

All’inizio ho dovuto imparare la lingua locale, il cinese-cantonese, che sicuramente è abbastanza difficile e richiede tempo, pazienza e dedizione: ci sono riuscita a poco a poco, giorno dopo giorno investendoci molto impegno. Molte volte mi sono sentita incapace di imparare il Cantonese, ma ho sempre sperimentato il supporto e l’incoraggiamento della mia comunità e della gente di Hong Kong intorno a me. Grazie a questo sono riuscita a portare avanti questa sfida con gioia, sapendo che la lingua è un aspetto importante per capire la cultura e il popolo locali.

Oltre allo studio della lingua, c’erano altre cose a cui dovevo abituarmi, per esempio il cibo cinese. Ho trovato una varietà di piatti, insieme al loro particolare stile di mangiare con le bacchette. Per i Cinesi, inoltre, il tempo del pasto non è solo un momento per mangiare, ma anche un tempo per l’interazione, per parlare della propria vita, mentre si condivide anche il cibo. In maniera particolare in un pasto chiamato yámchàh (飲茶), si mangia, si beve il thè e allo stesso tempo si fa conversazione. All’inizio per me è stato un po’ difficile per via della lingua, ma nello stesso tempo è stata un’opportunità unica di imparare e praticare il Cantonese. Le persone di Hong Kong con la loro gentilezza e amicizia, mi hanno insegnato non solo i nomi dei piatti, ma, allo stesso tempo, mi hanno introdotto nella loro cultura. E’ diventato parte della mia missione, un momento per stare insieme, parlare, mangiare e condividere della propria vita.

La cultura cinese è ricca di tradizioni e festival che sono stati celebrati per secoli, ad esempio: il Capodanno Cinese, il festival dell’Autunno, e molti altri. La gente celebra questi festival con grande devozione e sono anche un momento per le famiglie per ritrovarsi insieme. Ammiro molto il loro modo di mantenere vive queste tradizioni e di trapassarle di generazione in generazione. Anche noi missionarie cerchiamo di vivere alcune di queste occasioni come giorni di festa, e vedere questo mi ha fatto gioire, perché mostra come siamo inserite in questa realtà.

Un’altra cosa che mi ha sorpreso è che la gente di Hong Kong è molto religiosa. E’ molto frequente vederli visitare i templi Buddisti o Taoisti, bruciare incenso e pregare i loro dèi. I Cattolici vivono la loro fede con impegno, e hanno molto desiderio di seguire gli insegnamenti di Gesù. Non posso dimenticare inoltre che nella gente di Hong Kong ho trovato anche molta generosità; appena vengono a sapere che qualcuno si trova nel bisogno, immediatamente trovano un modo per aiutarlo attraverso preghiere e beni materiali. Questa attitudine, scoperta in questi primi tempi di missione, mi ha emozionato molto.

I valori del rispetto e della armonia sono qui molto forti. Sono vissuti nelle famiglie, nella società e tra le religioni.

Quando guardo indietro a questi primi quattro anni che ho vissuto ad Hong Kong, vedo come in poco tempo io abbia potuto imparare tanto e vivere molte esperienze bellissime, e una di queste è quella di essere una presenza silenziosa in mezzo alla gente. Molte volte, infatti, non c’è bisogno di dire una sola parola, dobbiamo solo essere con loro e condividere la loro gioia e il loro dolore.

Nella nostra vita missionaria ci sono alcuni aspetti che mi hanno aiutato a vivere con serenità e gioia questo momento di inculturazione, per esempio: lo spirito di adattamento, per inserirsi in una cultura diversa e in un modo differente di condurre la pastorale, ma anche l’umiltà, per accettare di essere guidati e istruiti da altri. Ho cercato di vivere questi momenti con fede e fiducia in Gesù, Colui che mi ha chiamato a proclamare la Buona Novella.

Se posso esprimere un augurio e un consiglio per coloro che stanno iniziando ora la loro vita missionaria, direi così: all’inizio abbiamo bisogno di osservare con attenzione tutto quello che ci accade intorno, in modo da imparare il modo di vivere della gente locale, come si relazionano gli uni con gli altri, come si salutano. Abbiamo bisogno di osservare con mente aperta, al fine di capire la nuova realtà senza preconcetti o giudizi.

Ho imparato ad amare e ammirare questa gente. Loro sono diventati parte della mia vita, anche se so che ho ancora molta strada da fare per imparare appieno riguardo al popolo cantonese e insieme a loro. Penso davvero che la missione possa essere definita come questo continuo imparare e condividere la vita e la fede.

Sr Maria Clara Pires – Delegazione Hong Kong – China

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