Sono sr. Maria Mattiazzo, vengo da un paesino del Veneto, Italia, S. Zenone degli Ezzelini in provincia di Treviso e mi trovo in Guinea Bissau dal giungo 1982.

Fin dall’inizio le mie attività sono: il primo annuncio, la pastorale catechetica  nei villaggi e nei centri. Vado nei villaggi dove nessuno è stato per portare la gioia dell’annuncio del Vangelo.

Nonostante la mia età, ancora oggi parto con la moto per arrivare nei villaggi lontani. Seguo le attività di promozione umana, seguo la costruzione dei pozzi, aiuto le donne per gli orti per avere una alimentazione equilibrata.

Essendo tra le prime sorelle arrivate in Guinea, le sfide iniziali erano molte partendo dallo studio della lingua criolo. Per conoscere la cultura dovevamo stare con le persone nei villaggi e cercavamo di lavorare insieme alle donne. Esisteva una sola comunità e quindi c’era anche la sfida di creare le condizioni sufficienti per avere un’altra comunità.

Gli atteggiamenti che suggerisco a una giovane suora che si sta preparando alla missione sono: la pazienza e il rispetto per il popolo e la sua cultura, l’umiltà sapendo che ho ricevuto gratuitamente e gratuitamente devo dare. Il vero missionario non dipende solo dalla sua capacità intellettuale ma deve essere disponibile ed avere un grande spirito di sacrifico e capacità di adattamento. Deve avere tanta voglia da imparare sia dal popolo che dalle sorelle che hanno già esperienza nella missione.

Una frase mi ha colpito e sempre mi accompagna: è quella di un signore pagano, poligamo, che mi seguiva in un villaggio dove andavo tutte le settimana. Era curioso di sapere cosa andavo a fare in quel villaggio. Un giorno mi ha seguito e si è seduto all’incontro e dopo aver partecipato alla catechesi è stato colpito da una frase di Gesù  e  ha detto “Ora non sono più io che guido la mia vita ma è il Vangelo di Gesù”. Da quel momento fino ad oggi, ha sempre con se in una borsa di plastica il Nuovo Testamento ed è animatore di vari villaggi. Il suo unico desiderio è di ricevere il battesimo prima di morire, ma finora la sua situazione con due mogli non glielo permette.

La prima volta che sono stata al villaggio di SANDJAL (allora abitavo nella comunità di Farim) mi sono emozionata nel vedere che nessuno conosceva Gesù Cristo, non lo avevano mai sentito nominare. Li ho sentito vivo il nostro carisma: andare ai “piu lontani” a coloro che non hanno ancora ricevuto l’annuncio del Vangelo.

Sr. Maria Mattiazzo, Delegazione Guinea Bissau

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