La comunità di Navchetan, India – Una ‘Nuova Consapevolezza’

È una nuova avventura negli organismi indiani quella di esprimere “un unico corpo apostolico” che entra nelle periferie, con membri dei quattro organismi in collaborazione con il PIME. Navchetan è la seconda comunità MdI in Rajasthan, essendo Rishabdeo la prima, aperta nel 1987.

Jaipur è la capitale del Rajasthan, il paese dei re, è un centro storico e turistico, una città moderna e bellissima, ma con la gente che vive ai margini sgradevoli delle periferie, negli slum affollati, antigienici, malsani e disorganizzati; ed è in questi slum che siamo entrate con la nostra nuova missione. L’attenzione è sui bimbi mentalmente e fisicamente disabili, non voluti e trascurati, privi della dignità umana. A volte sono lasciati soli, chiusi in casa, in una stanza o legati al letto, proprio come dei prigionieri nella propria casa.

Iniziare questa missione è proprio una sfida reale: per noi un nuovo luogo, una nuova situazione, una nuova cultura e un nuovo linguaggio; ma la Provvidenza di Dio è con noi. Il parroco e i parrocchiani sono venuti a sostenerci. Solo con l’aiuto delle infermiere cattoliche siamo riuscite ad entrare negli slum. Informate dalle infermiere, l’ASHA (Attività Sociali e Sanitarie accreditate nell’assetto governativo), ci hanno assistito nella visita alle case dei disabili ed avevano la lista di tutti i disabili. Così in tre mesi abbiamo potuto identificare 178 disabili in quattro slum.

Nel secondo giro delle visite abbiamo trovato che la maggior parte dei bimbi non era registrata; non aveva la C.I., il certificato medico e quello dei disabili. Tenendo conto di queste informazioni, abbiamo programmato le nostre attività, basate sulla cura e sulla relazione familiare. Ecco quanto siamo riuscite a realizzare:

1. Assisterli per procurare tutti i documenti, che danno loro un’dentità e possono trarre beneficio dai vari progetti governativi proprio per loro.

2. Migliorare la mobilità e la ricerca di aiuti e delle persone che hanno bisogno; per questo abbiamo indicato loro il famoso “Jaipur foot Centre”, i bimbi hanno potuto ricevere sedie a rotelle e scarpe ortopediche a basso costo. Così hanno beneficiato cinque bimbi con la sedia a rotelle e altri sette con le scarpe ortopediche.

3. Attendere alle necessità mediche: abbiamo accompagnato i bimbi per il controllo medico e il trattamento in diversi ospedali governativi. La nostra presenza ha favorito un accesso più facile ai servizi.

4. Fisioterapia: l’edificio di “parsha-home” – l’ufficio dei membri eletti è stato messo a disposizione per condurre il campo e le ricerche: con il servizio gratuito di una fisioterapista, la decisione fu presa per 20 bambini. La fisioterapista ha spiegato alle madri circa gli esercizi e la cura da seguire in famiglia come misura preventiva per non peggiorare il presente stato dei bimbi. Noi abbiamo anche pensato di fare una valutazione da un educatore specializzato.

5. Provvedere alla cura in famiglia. Abbiamo visitato le famiglie per insegnare alla madre e agli altri membri, circa la cura, l’igiene, la nutrizione, l’opportuna immunizzazione, ecc. È importante che il bimbo sia autosufficiente almeno nelle necessità personali come prendere il cibo e andare in bagno. Noi li assistiamo negli esercizi preventivi e terapeutici. Spesso i bimbi si rifiutano di usare le scarpe ortopediche, perché sentono disagio e dolore all’inizio.

La nostra nuova presenza in Jaipur è davvero speciale, secondo il Vangelo, dove le nostre sorelle raggiungono gli indifesi, i piccoli di Dio nelle periferie della Città Rosa. Siamo felici e grate perché vediamo che non è un’opera solo nostra, ma anzi tanta è la collaborazione che riceviamo dal pubblico e dalle organizzazioni non governative.

Delegazione di Delhi

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