Sono sr. Paola Kumagai, originaria di una famiglia di immigrati giapponesi in Brasile, nello stato di San Paolo. Nel 1969 sono stata destinata all´Amazzonia e inviata a Maués, stato dell´Amazonas, Diocesi di Parintins. All´epoca il vescovo era mons. Arcangelo Cerqua, del PIME.

Sono rimasta là fino a fine anno del 1969, poi con l´apertura della nuova casa, sono stata traferita a Manaus, dove ho lavorato per 9 anni come infermiera nell´ambulatorio della parrocchia. Per due anni ho anche lavorato con le comunità lungo la pista (NdR: la strada, all´epoca ancora non asfaltata, che da Manaus va verso l´entroterra e lo Stato di Roraima al nord). È stata un´esperienza molto bella conoscere la realtà di quel popolo semplice. Mi rattristava, però, vedere la povertà di quelle persone, senza assistenza medica né religiosa.

Nel 1979, sono tornata di nuovo a Maués, per assumere il lavoro della casa di Recupero “Padre Giorgio Frazzini”, destinata all´accoglienza di persone malate di tubercolosi provenienti dalla foresta e dai ‘garimpos’ (miniere illegali di oro). È stato un periodo difficile, perché molti di questi malati non resistevano alla tubercolosi e morivano. Spesso non si trovavano parenti e erano seppelliti dal Comune come poveri. Era molto triste.

Oltre a questo lavoro nella casa di recupero dei malati, durante il fine settimana visitavo le comunità lungi i fiumi, celebrando con loro la Parola di Dio e visitando le famiglie. In città, ho fatto una bella esperienza con le comunità Ecclesiali di Base (CEBS), dove celebravamo la Parola di Dio in piccoli gruppi e si tenevano divere attività artigianali e manuali.

In quel periodo, si è sentita l´esigenza di aprire a Maués una casa per le giovani studentesse del popolo Sateré-Mawé. Aiutare quelle giovani nella loro crescita umana e cristiana, per me è stata un´esperienza molto arricchente. Vivevo con loro e c´era una coppia sateré con cui collaboravamo quotidianamente nella formazione del piccolo gruppo di ragazze (circa 10 all´anno). Ogni giorno era un occassione bellissima di conoscenza reciproca, in questa esperienza di incontro tra culture diverse: la mia di nippo-brasiliana cresciuta nell´interno dello Stato di San Paolo, la loro Sateré-Mawé. Ho imparato il valore e le sfide di costruire l´unità nella diversità. Quando succedeva qualcosa, ci sedevano e parlavano a lungo. Si vedeva come era diverso il modo di guardare il mondo e di vivere giorno per giorno!

L´esperienza vissuta a Maués mi ha convinto ancora di più che vale la pena donare la vita a Dio e al popolo. Ho compreso che quando uniamo le nostre forze possiamo fare molto di più, mettendo in azione i doni e i talenti ricevuti da Dio, e così possiamo aiutare le persone a conoscere la bellezza del Vangelo.

La nostra comunità di Maués è stata chiusa il 31 dicembre 2010. Io sono rimasta ancora qualche giorno nella casa con le studentesse. Nel gennaio 2011, sono ritornata a Manaus, dove abito tuttora, nella comunità di Cidade Nova.

Ringrazio il Signore per avermi aiutato ad essere fedele alla vocazione missionaria fino alle ultime conseguenze. Ricambio l´affetto delle tante persone che mi hanno aiutato a vivere la mia vita missionaria camminando al mio fianco. Riconosco che tutto è stato possibile grazie alla misericordia di Dio.

Sr. Paula Kumagai, Provincia Brasile Nord.

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