Verso il Sinodo per l’Amazzonia

Quando la nostra permanenza in questa triplica frontiera era solo all’inizio, abbiamo avuto la possibilità di partecipare ad un incontro promosso dalla CLAR (Conferenza Caribenha e Latino-Americana) e dalla REPAM (Rete Ecclesiale Pan-amazzonica), qui in Tabatinga dal 20 al 24 aprile.

Il tema dell’incontro era La missionarietà Pan-amazzonica nell’ottica dell’ecologia integrale, dove la vita religiosa è chiamata, in questo contesto specifico, a cercare e proporre nuovi cammini per la presenza e la missione in questa terra. L’incontro ha visto riuniti più di 90 religiose e religiosi di trenta congregazioni diverse, con progetti nella prospettiva Pan-amazzonica, e alcuni laici associati a queste congregazioni. Per noi, arrivate da poco in questa regione, è stato un importante momento per imparare e conoscere la realtà della vita religiosa in questa triplice frontiera.

L’incontro è iniziato con un momento di preghiera, condotto dall’Equipe Itinerante, arricchito con diversi simboli della realtà indigena. La diversità dei popoli, gli elementi della natura, la condivisione e l’ascolto sono stati improvvisamente interrotti dal rumore di una motosega che si avvicinava al gruppo, provocava confusione, rompeva l’armonia e avanzava distruggendo tutto ciò che incontrava. Questa dinamica ci ha aiutate a entrare immediatamente nel clima delle riflessioni proposte. Che risposte dare, che posizione assumere, che cammini di evangelizzazione indicare di fronte ad un sistema economico che distrugge la foresta, inquina i fiumi, invade le terre, espelle e uccide il popoli originari di questa terra?

Il Papa, in Rio de Janeiro, ricordava che “la Chiesa non è in Amazzonia come chi ha le valigie preparate per andarsene subito dopo averla sfruttata. Dall’inizio è presente con i missionari, le congregazioni religiose, sacerdoti, laici e vescovi, e la sua presenza è essenziale per il futuro di questa regione”.(Rio de Janeiro, 27/07/2013). Questa presenza deve avere un volto amazzonico.

Nell’incontro si è parlato della situazione che l’Amazzonia sta vivendo, degli eventi positivi si stanno articolando a partire dall’Enciclica Laudato Si, la creazione del REPAM e il sinodo speciale sull’Amazzonia. Il Cardinale Hummes, che non era presente, ha inviato un messaggio vocale nel quale ha invitato i presenti a sfruttare al massimo l’opportunità di collaborare nella preparazione del Sinodo, nel quale il Papa pone molte speranze. Potrà essere per la Chiesa in Amazzonia e del mondo un evento storico per costruire nuovi cammini. Ha invitato tutti ad avere il coraggio necessario e a non avere paura del nuovo.

Il segretario esecutivo della REPAM, Maurizio Lopez, unico laico nella commissione pre-sinodale, ha messo in evidenza l’importanza del processo del Sinodo per la Chiesa in Amazzonia e l’importanza della Vita Consacrata in questo processo. Per lui questo Sinodo rappresenta una forma concreta, desiderata da Papa Francesco, per mettere in pratica la Laudato si. Ha sottolineato che la ricchezza della vita dei popoli indigeni è un’espressione chiara del Regno di Dio e la Chiesa è presente e accompagna queste realtà, grazie principalmente alla vita consacrata che da sempre ha avuto un’importanza fondamentale nell’evangelizzazione dell’Amazzonia, facendosi presente negli angoli più nascosti e nelle realtà più sfidanti di questa immensa estensione verde.

Alle parole di Maurizio hanno fatto eco le parole di sr. Luz Marina Valencia Lopez, segretaria generale della Confederazione dei Religiosi dell’America Latina e Caraibi (CLAR), che ha affermato: “L’Amazzonia è uno spazio in cui la vita religiosa dell’America Latina realizza grande pare della sua vocazione missionaria. Affrontare la realtà dell’Amazzonia è da un lato una sfida, ma dall’altro significa rispondere all’appello dei nostri Carismi. I fondatori  delle Congregazioni avevano l’obiettivo di offrire risposte alle urgenze della Chiesa, e in questo momento l’Amazzonia è un’urgenza per la difesa di ciò che è costantemente minacciato, è un’urgenza non solo per la Chiesa, ma per tutta la società, per il mondo intero”.

Anche l’equipe itinerante con i suoi 20 anni di esperienza nella regione ha condiviso la sua esperienza. Padre Fernando Lopez (Gesuita) ha risaltato che per cooperare nell’evangelizzazione dell’Amazzonia, è necessario “conoscere ciò che è: una terra feconda che accoglie tutti. Conoscere i suoi collegamenti e la sua importanza per l’equilibrio della vita”. Una regione che, come ha riconosciuto Papa Francesco nello storico discorso del 19 gennaio 2018, ai popoli indigeni in Puerto Maldonado, in Perù, soffre costanti minacce, cosi come i popoli che la abitano: “Probabilmente i popoli originari amazzonici non sono mai stati minacciati quanto ora, nei loro territori. L’Amazzonia è una terra contesa da varie parti”. Di fronte a questa necessità di essere presenza effettiva ed efficace ha sottolineato il “tre piedi” dell’inter-congregazionalità, dell’inserzione e dell’itineranza.

Concludendo, è stato evidenziato che, per cogliere il nuovo che stà nascendo e fare passi su questa strada, è necessaria una conversione radicale; chi lavora in Amazzonia ha bisogno di una conversione del cuore: essere religiosa o religioso in Amazzonia esige un cambiamento integrale di atteggiamenti.

L’incontro si è concluso con la messa di invio celebrata da Dom Adolfo Zom, che nell’omeli ha detto: ” Vivere in questa terra è un’opportunità per sentire la presenza di Dio. Quando lavoriamo insieme, cerchiamo insieme, ci preoccupiamo insieme, sentiamo nascere qualcosa di nuovo. Per questo l’opportunità realizza il sogno di Dio incarnato in questa realtà. Spero che quest’incontro sia un’opportunità di risveglio per tutti noi. Che sia la prima spinta per essere protagonisti in questo Sinodo che non è solo per i vescovi. Tutti siamo convocati.”

Mi sento molto grata per l’opportunità di poter ascoltare e condividere le aspirazioni di questa Chiesa che vuole essere protagonista del suo futuro e di vedere una vita religiosa viva e attiva, che sa ancora sognare, ha coraggio e desiderio di aprire nuovi cammini perchè la Buona Notizia del Regno di Dio raggiunga le periferie del mondo.

sr. Laura Valtorta – Brasile Nord

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