Sinodo a San Paolo: verso la conversione pastorale

Siamo già al secondo anno del sinodo arcidiocesano di San Paolo. Un lavoro capillare svolto in varie tappe, cominciato nel 2017 con una sensibilizzazione preliminare di tutti I fedeli, proseguito con le riflessione svolte in ogni parrocchia, comunità e organizzazione ecclesiale e ora si estende alle assemblee sinodali in ogni regione e vicariato nelle quali saranno presentate e discusse le relazioni parrocchiali. L’ultima tappa, quella centrale, sarà l’assemblea sinodale del 2020 a cui parteciperanno i delegati, eletti o indicati secondo il regolamento del sinodo. In assemblea saranno presentate le relazioni di ogni regione e vicariato con l’obiettivo di elaborare le proposte finali del sinodo.

Lo slogan del sinodo è “Dio abita questa città: siamo suoi testimoni”, scorgere i segni della presenza di Dio nella nostra città è un punto di partenza importante per cominciare il cammino del sinodo. Renderci testimoni di questa presenza diventa una meta che muove al rinnovamento.

Il sinodo è un cammino di comunione, conversione e rinnovamento missionario, dice l’Arcivescovo Dom Odilo. È un cammino fatto insieme che richiede la partecipazione del maggior numero possibile di persone, un cammino di ascolto attento e di accoglienza di ciò che lo Spirito vuole dire alla Chiesa di San Paolo.

Quale appello ha mosso l’arcidiocesi a intraprendere il cammino sinodale? Non è solo adesso che la chiesa invita alla conversione personale, pastorale e ecclesiale. L’appello alla conversione viene dal Vaticano II e continua nelle numerosi esortazioni e documenti che ne sono seguiti (Evangeli Nunziandi, Catechesi tradendae, Redemptoris missio, Christifidelis laici, Vita Consecrata, il documento di Aparecida…).

La chiesa di San Paolo si chiede ora: Forse la preoccupazione con la “nuova evangelizzazione” e la “conversione pastorale e missionaria” è già arrivate alle nostre comunità ed è riuscite a cambiare qualcosa nella nostra arcidiocesi? Cos’è cambiato nelle nostre comunità dopo la conferenza di Aparecida, dopo la pubblicazione dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium di Papa Francesco?

Il sinodo arcidiocesano propone una nuova presa di coscienza della situazione in cui si trova la chiesa, senza timore della realtà, con grande apertura e coraggio. Prendere coscienza delle nuove situazioni che sfidano e interpellano la nostra presenza, azione ecclesiale e pastorale nella città di San Paolo: anche noi, come l’apostolo Paolo chiediamo al Signore: “Cosa dobbiamo fare?” (At. 22,10). Il sinodo vuole proporre profondi cambiamenti nell’arcidiocesi, che entrino nelle basi della Chiesa, nelle comunità, nelle parrocchie e in tutte le realtà ecclesiali.

Ho partecipato anch’io ad una parte del cammino sinodale l’anno scorso, quando il parroco della parrocchia Sant’Ignazio di Loyola mi aveva invitato ad entrare nei gruppi di riflessione che si incontravano una volta al mese. È stata un’occasione preziosa per conoscere meglio le realtà e i gruppi pastorali presenti in parrocchia, le loro difficoltà e i loro sogni, la loro fede e la loro grande disponibilità a mettersi in gioco e a donarsi. Abbiamo riflettuto e discusso su vari temi proposti dal sinodo: la carità, l’evangelizzazione, la santità, la comunione, la conversione e la testimonianza. Abbiamo guardato con coraggio e onestà la realtà della parrocchia, valorizzando quello che ognuno sta facendo, ma anche sottolineando le difficoltà e i punti deboli, dove sono necessari passi coraggiosi per migliorare.

È stato bello e importante vedere quante attività e quante persone impegnate perché la parrocchia sia un ponto di riferimento nel quartiere, perché sia soprattutto testimonianza di accoglienza, fede, attenzione ai più deboli in una zona centrale di San Paolo dove predomina l’indifferenza, il commercio, gli affari. Ne è uscito un documento, un progetto parrocchiale per i prossimi anni che è stato discusso e approvato nelle due assemblee parrocchiali realizzate alla fine della prima fase del sinodo.

Le proposte fatte a corto, medio e lungo termine sono frutto di una riflessione fatta in comunione, ma anche dell’azione dello Spirito che indica il cammino per raggiungere la profonda conversione pastorale e missionaria necessaria per formare quel volto di Chiesa in uscita proposto da Papa Francesco.

Sr. Emanuela Nardin – Provincia Brasile Sud

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