Presenza Cristiana nell’Università: identità, pluralità e dialogo

Nel gennaio 2016 mi é stato chiesto di accompagnare il Progetto Aeropago, iniziato da Padre Francesco Sorrentino, PIME, nel 2014, che si inserisce tra le iniziative della neonata Pastorale Universitaria della diocese di Macapá, Stato dell’Amapa. Il nome del progetto deriva dall’Aeropago dell’antica Grecia dove i filosofi dell’epoca si riunivano per discutere e progredire nella conoscenza. Attuare nella pastorale universitaria è una delle nuove frontiere che si aprono all’evangelizzazione e alla missione. È uno spazio di dialogo tra ragione, scienza, cultura e fede. In università, oltre alla formazione professionale, essenziale per la vita e la crescita di una società, si completa anche la formazione della coscienza dei giovani, come diceva Papa Francesco agli universitari di Roma il 17 febbraio 2017, affinché in futuro sappiano posizionarsi come cristiani che hanno il coraggio di fare scelte coerenti con il Vangelo nel mondo del lavoro, della politica, dell’economia e della società civile .

Nell’accompagnare il Progetto Aeropago ho avuto la possibilità di partecipare al IV Incontro Brasiliano degli Universitari Cristiani (EBRUC), realizzato a Manaus dal 7 al 10 settembre 2017. L’incontro ha riunito 300 persone tra studenti, professori e collaboratori di Università pubbliche e private di tutto il Brasile, come anche Vescovi, sacerdote e religiosi/e per riflettere il tema “Presenza Cristiana nell’Università: identità, pluralità e dialogo”. L’evento si realizza ogni due anni in città diverse, è organizzato dal Settore Università della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile il cui scopo è quello di riunire chi attua nell’ambiente universitario per condividere, riflettere e cercare cammini per una presenza vitale e costruttiva dentro le Università.

Il tema è stato sviluppato nella conferenza principale della professoressa e laica consacrata Scalabriniana, Agnese Varsalona dell’Universitá Sacro Cuore di Milano, ma poi è stato arricchito da altre attività, tavole rotonde, gruppi di discussione su ecologia, cultura, educazione e politica, che dentro al tema, hanno evidenziato i tre assi portanti della pastorale universitaria: spiritualità, riflessione e azione socio-educativa.

È stato anche dato uno spazio ai vari gruppi per poter esporre banner che testimoniassero le varie iniziative attuate dalle Pastorali Universitarie sparse per il Brasile. Anche noi nel nostro piccolo abbiamo esposto la nostra iniziativa, il nostro impegno socio-educativo a favore degli anziani di un casa di riposo nella città di Santanna, prossima a Macapá, molti dei quali abbandonati dalle famiglie.

L’evento è stato arricchito da una novità: l’esperienza missionaria. Molti dei partecipanti venivano da altre regioni del Brasile ed era la prima volta che si spingevano fino al cuore dell’Amazzonia quindi sono state organizzate visite missionarie alle tre realtà principali di questa terra: visite alle comunità urbane della periferia di Manaus, alle comunità ribeirinhas (comunità che vivono in palafitte lungo il fiume), e comunità indigene. Nella testimonianza di chi ha vissuto per la prima volta questa esperienza è rimasto l’impegno di portare l’Amazzonia e tutte le sue sfide, soprattutto quelle legate alla preservazione di questo bioma, nelle università di provenienza.

Per me è stato un momento bello di formazione, arricchito da momenti di intensa spiritualità che hanno evidenziato la particolarità della cultura manauara; è stato un momento di condivisione con i giovani che con la loro esuberanza e creatività, con le loro provocazioni e riflessioni si dimostrano sempre in ricerca e insoddisfatti dalle risposte preconfezionate.

sr. Laura Valtorta – Brasile Nord

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