Santità missionaria secondo papa Francesco

santità

Il titolo dell’Esortazione apostolica di Papa Francesco Gaudete et Esultate è basato su Mt 5,12, “Gioite ed esultate“, le parole di Gesù a chi è perseguitato ed umiliato per suo amore.

Perché gioire ed essere felici? Perché Dio ci chiama per essere santi. Il documento offre una ricca riflessione sulla “chiamata alla santità” nel mondo di oggi con suggerimenti pratici e semplici. Ci esorta a non essere soddisfatte con una vita spirituale mediocre, a non ridurre il Vangelo, non disperarsi delle proprie debolezze, non rinunciare a Dio, alla gioia e alla felicità che solo Lui può donare alla nostra vita. Per noi missionarie quale intuizione raccogliamo dall’Esortazione per vivere il nostro carisma missionario nel contesto di oggi? Ci sono molti suggerimenti pratici e semplici per vivere la santità come missionarie.

“Siete chiamati, nello spirito della nuova evangelizzazione, affinché assumiate i vostri ruoli come sale della terra e luce del mondo dovunque vi troviate.” (n. 33)

Ecco alcune delle caratteristiche salienti che riflettono la dimensione missionaria.

Il primo e più importante aspetto della santità per una missionaria è di essere testimone dell’Amore di Dio agli altri, essere sante e irreprensibili davanti a Lui nell’amore, perché il Signore ha scelto ciascuna di noi “per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità” (Ef 1,4). Un segno della santità è che la persona santa “partecipa pure dell’ufficio profetico di Cristo col diffondere dovunque la viva testimonianza di Lui, soprattutto per mezzo di una vita di fede e di carità” (n. 8).

Una seconda intuizione nel documento è che la santità non è solo personale, ma anche comunitaria ed ecclesiale, perciò viviamo la nostra vocazione missionaria in modo più profondo con il popolo di Dio in un cammino comune per vivere e promuovere la santità dentro e attraverso le situazioni della vita quotidiana. “Lo Spirito Santo riversa santità dappertutto nel santo popolo fedele di Dio, perché Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità” (n. 6).

Un terzo aspetto è come noi riflettiamo sulla santità nelle realtà dell’umanità che vive nelle periferie materiali e spirituali. Mentre riteniamo importanti la preghiera e l’adorazione, il Papa dà più grande enfasi agli atti di amore e di misericordia, specialmente verso i poveri e le persone che vivono nelle periferie. “Per questo, se oseremo andare nelle periferie, là lo troveremo. Lui sarà già lì. Gesù ci precede nel cuore di quel fratello, nella sua carne ferita, nella sua vita oppressa, nella sua anima ottenebrata” (n. 135).

Come quarto punto, per essere sante è necessario mettere in pratica le Beatitudini. Papa Francesco richiama il discorso della montagna di Gesù per indicarci la strada verso la santità. Nel sottotitolo Controcorrente (nn. 65-94) Papa Francesco elenca le Beatitudini mettendo in risalto che la santità si manifesta nell’essere poveri nel cuore, miti e umili, saper piangere con gli altri, cercare la giustizia, guardare e agire con misericordia, avere il cuore libero da tutto ciò che sporca l’amore, seminare pace intorno a noi, accettare ogni giorno la via del Vangelo nonostante ci procuri problemi. Soprattutto essere misericordiosi come il Padre verso gli altri è la chiave alla santità. Vivere il nostro Carisma missionario consiste nel praticare questi atteggiamenti delle Beatitudini nelle situazioni di periferia dovunque siamo presenti.

Il quinto punto, il grande principio per la santità è Mt 25, 35-36: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Il Papa sottolinea l’importanza di imitare il Buon Samaritano. In risposta a queste proposte, nella nostra missione dobbiamo focalizzare gli argomenti di sfida come l’ecologia, i migranti, i drogati, i giovani disorientati, i trafficanti di esseri umani, i poveri emarginati, specialmente i bambini e le donne, avendo misericordia come l’aspetto centrale della nostra missione.

Papa Francesco propone cinque segni della santità: perseveranza, pazienza, mitezza, gioia e senso di umorismo. Insieme a questi aspetti coraggio e passione; entrambe, la dimensione della santità e la preghiera costante sono considerate mezzi potenti per praticare la santità. Il Santo Padre enfatizza che la chiamata alla Santità andrà crescendo attraverso piccoli gesti (n. 16).

La santità non è altro che la carità vissuta in pienezza, donando il meglio di sé nell’impegno totale del corpo e dello spirito.

Sr. Sundari Nagothu

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