Perché Dio è buono

È sempre Dio che prende l’iniziativa nella vita delle persone, per questo il nostro cuore deve essere terreno fertile perché il suo seme possa germogliare e crescere. È attraverso questa immagine che ripercorro con gioia la storia della mia vocazione. Come suora missionaria, io mi ero proposta una vita di testimonianza e di donazione a Dio, servendo la gente nella semplicità, povertà e obbedienza.

Una vocazione nata in famiglia

I genitori sono i primi ad avere la responsabilità di aiutare i figli a scegliere il loro cammino. Lo dico con libertà e per esperienza, perché i miei mi hanno veramente aiutato nella scelta vocazionale. Fin da piccola li ho accompagnati, soprattutto mio padre, nelle loro attività sociali e religiose: visitavano i malati per le iniezioni, insieme alla comunità pulivano o costruivano case per i più poveri, animavano le persone a partecipare alla vita della cappella (il rosario durante il mese di maggio, le novene…), davano consigli alle altre coppie, etc.

Da adolescente sono diventata io stessa catechista dei bambini della 1° Comunione e così ho conosciuto i padri del Pime, missionari veramente dediti alla gente senza calcolare i costi e i sacrifici. Mi hanno incantato!

Le sfide della vocazione

Sentendo forte in cuore la chiamata di Dio, ho cercato aiuto per discernere la mia vocazione nella preghiera e nei consigli di amici. In questa ricerca inquieta ho attraversato anche molti dubbi e incertezze, ma facevano parte del discernimento della vocazione alla vita religiosa: “la stoltezza che Dio ha inventato per confondere il mondo”. Ho conosciuto diversi istituti, ma ben presto mi sono identificata con il carisma missionario delle Missionarie dell’Immacolata, conosciute attraverso i padri del Pime. Così, prima ancora di compiere i 18 anni, sono entrata, incoraggiata dalla “passione missionaria dell’annuncio del Vangelo a tutti i popoli”,

Partire

“Missione è partire”, diceva mons. Hélder Câmara. La mia è stata una continua partenza, con tante esperienze e servizi missionari: dalla prima partenza per gli Stati Uniti, all’Amazzonia, ai 22 anni in Guinea Bissau – Africa, fino a questi ultimi anni di ritorno in Brasile, nel nordest della Bahia e poi nel sud dello stato di San Paolo.

In tutti questi posti ho avuto la grazia di percepire quanto Dio sia presente nella gente, umile e sofferente, ma meravigliosa! Ho aiutato nella pastorale: con i giovani, catechesi, ascolto… Mi sono dedicata alla promozione delle donne: con il gruppo delle ‘anziane’ della Guinea Bissau ho imparato ad ‘ascoltare’ e ‘udire’. Le ringrazio tutte!

Tutto per amore

Celebro ora con molta riconoscenza 50 anni di consacrazione. Pur con tutte le difficoltà, ho vissuto questa bella esperienza: “Conoscere Gesù nella fede è la nostra gioia; seguirlo è una grazia; trasmetterlo agli altri è un compito” (Documento di Aparecida, 18). È gratificante vedere come la nostra vocazione si realizzi i mezzo alla gente, con la gente e per la gente!

Sempre mi ricordo con molta gioia quello che una volta mi ha scritto madre Igilda, la nostra fondatrice: “Tutto quello che fai come suora missionaria, fallo con amore e dedicazione, perché Gesù sia conosciuto e amato da tutti”.

Sr. Rosa Maria de Oliveira (San Paolo –  Brasile Sud)

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