La lezione di Greta: la cura del creato

A Scuola di ecologia da una ragazzina di 15 anni: Greta Thunberg

LA CURA del CREATO è targata GIOVANE E DONNA

ECOLOGICAMente, la nostra nuova rubrica, in questo numero si fa alunna, compagna di scuola di Greta e di tanti altri ragazzi che come lei, senza negare le difficoltà, credono alla bontà di questo mondo e sanno che ogni essere umano ha la possibilità di servire il pianeta come “custode della casa comune”.

E’ questa ragazzina svedese di 15 anni, infatti, a dare oggi a tutti una lezione sulla cura ed il rispetto dell’ambiente– quella che non si gioca in cattedra o a tavolino, ma sulla propria pelle – si chiama Greta Thunberg, ed è nota per il suo impegno e coraggio nel parlare alla coscienza dei politici di tutto il mondo sui temi della “Sostenibilità ambientale e della criticità circa la sopravvivenza del pianeta”.

Greta, con le sue treccine alla Heidi e il viso ancora fiabesco, da mesi alza la sua voce per sottolineare la grave situazione in cui versa lo stato di salute del globo terrestre.

La sua tenacia e la sua determinazione l’hanno condotta fino al World Economic Forum di Davos, dove i leader del mondo si sono riuniti due mesi fa per pianificare gli interventi necessari alla crescita economica e allo sviluppo sostenibile.

La voce di Greta, dinanzi ai partecipanti, è tuonata dal pulpito. Le sono bastate poche parole, semplici e chiare, per ribadire ai “potenti della terra” che il tempo è scaduto. Che quanto accade oggi è il frutto della nostra indifferenza, e che le scelte presenti determineranno in maniera irreversibile la sopravvivenza delle generazioni future (che in lei sono già “il presente”).

Un piccolo ma significativo intervento che ha risvegliato nel cuore anche di ciascuno di noi il peso della responsabilità: “I miei figli mi domanderanno: perché non avete fatto qualcosa quando ancora si poteva agire?”.

L’interrogativo mosso porta con sé diverse sfaccettature e allarga i quesiti, che faticano a trovare risposte facili: “Perché non avete agito per tempo?”; “Perché avete continuato le vostre comode abitudini prima di pensare alla salute e sopravvivenza del pianeta?”; “Perché sottovalutare l’uso delle energie rinnovabili per incrementare il profitto economico di pochi?”.

Come rispondere a queste domande? Che cosa possiamo fare noi? Qual è il nostro contributo in questo contesto che sembra vederci tutti impotenti?

Forse non riusciremo ad essere significativi per le scelte governative dei nostri paesi, ma potremo sempre lasciarci provocare da un’economia alternativa, o forse da un ripensamento sui nostri consumi, o ancora di più dalla frase del discorso che sintetizza l’esperienza della “piccola-grande” ambientalista:

“Ho imparato che non si è mai troppo piccoli per fare la differenza“.

Lasciamo che questo adagio possa farsi carne nell’impegno di ciascuno di noi, consapevoli che il CAMBIAMENTO parte dal poco che facciamo.

Greta Thunberg: una ragazza che passerà alla storia per averci dato questa lezione.

Gli adulti continuano a dire ‘Dobbiamo dare speranza ai giovani’. Ma io non voglio la vostra speranza, voglio che entriate nel panico. Voglio che sentiate la paura che io provo tutti i giorni. E voglio che interveniate, come se foste nel pieno di una crisi, come se la nostra casa stesse bruciando. Perché è così, la casa brucia“.

 

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