Giorno dopo giorno stiamo diventando sempre più consapevoli dell’enorme distruzione recata al nostro Pianeta Terra e ai suoi abitanti. Nel contempo, continuano ad emergere riflessioni/azioni creative e contestuali con lo scopo di combattere la crisi ecologica, che rendono le scelte ambientali centrali per la vita e la prassi cristiana. Spesso abbiamo sentito parlare di pastorale negli ospedali, nelle scuole, nei villaggi, ecc. Invece, la Pastorale della cura del pianeta Terra, è un termine piuttosto nuovo e contemporaneo. La Terra è considerata Madre, perché Adamo è stato tratto da lei (Gen 2,7). Nell’Antico Testamento la Terra è l’elemento centrale nella vita del popolo di Israele. Molte civiltà, culture e religioni ritengono la terra come sacra e come centro della vita delle persone. S. Francesco d’Assisi lodava Dio per ‘Sora nostra Madre Terra’, insieme a ‘Frate Sole’ e ‘Sorella Luna’. Per noi cristiani, la Creazione è al centro della nostra vita. E’ molto utile e raccomandabile per noi leggere e interpretare la Bibbia a fianco del ‘Libro della Creazione’.

Il tema principale dell’Enciclica ‘Fratelli tutti’, la Fraternità e l’Amicizia Sociale, invita tutti a difendere l’ambiente, ad avere una visione nuova e condivisa su come vivere nella nostra ‘casa comune’ (17). La visione della ‘Laudato Si’, l’ecologia integrale, continua nella ‘Fratelli Tutti’, implorando l’umanità a dirigersi verso la comunione universale (149).

Da una parte la Terra è materiale e organica, dall’altra è divina e spirituale. La Terra con i suoi ecosistemi naturali è la nostra casa comune ed è parte integrale dello sviluppo sostenibile. Dal 2009 le Nazioni Unite hanno dichiarato il 22 Aprile Giornata Internazionale della ‘Madre Terra’ e hanno posto un forte appello a tutte le nazioni e a tutti i popoli sulla necessità di promuovere l’armonia con la natura, al fine di ottenere il giusto equilibrio tra i bisogni economici, sociali e ambientali delle generazioni future.

Arthur Boers, nel suo libro intitolato ‘Servants and Fools: A Biblical Theology of Leadership’, afferma: ‘Non abbiamo bisogno di leader molto bravi, ma di una concezione di leadership che sia completamente differente’. Nel presente scenario di distruzione del pianeta e dei suoi abitanti, ogni battezzato viene posto davanti ad una domanda urgente: ‘Può esserci una Chiesa sana, in un pianeta malato?’. Condurre la Chiesa attraverso questa crisi richiede un nuovo paradigma che potrebbe rendere i leader della Chiesa capaci di identificare quello che è andato male e di fissare obiettivi adatti per migliorarlo o guarirlo, potenziando e incoraggiando ogni battezzato a creare nuovi modelli di missione e di ministero, concentrati sull’ambiente, le relazioni umane, la povertà e i poveri. Perché i poveri, in questo mondo globalizzato e consumistico, sono i più danneggiati in ogni senso.

Per comprendere correttamente la nostra responsabilità verso l’intero Universo e i suoi abitanti, dobbiamo rispondere alle seguenti quattro domande chiave:

Cosa è il mondo? (Realtà umana)                               Risp: (La Creazione di Dio)

Qual è il mio posto nel mondo? (Natura Umana) Risp: (La corona della Creazione)

Qual è il mio ruolo nel mondo? (Vocazione umana) Risp: (Servitori e non padroni)

Dove si dirige il mondo? (Destino Umano)                Risp: (Distruzione e dannazione)

Essere servitori e custodi della Creazione è la responsabilità di ogni individuo. Dio ci ha chiamato a prenderci cura rispettosamente della Creazione. Le risposte scritte sopra servono come un impulso per educarci a riconnetterci gli uni con gli altri, con l’Eterno e con la Terra e per riscoprire la nostra vocazione come partner di Dio nel fiorire della Creazione. Come leader ecologici nella Chiesa, siamo chiamati ad adattare quella che Gregorio di Nazianzeno chiamava ‘la cura per le anime’, curandoci delle persone nella loro interezza. Questo significa identificare i modi attraverso i quali l’integrità interna di un individuo (salute, mente, corpo e spirito) e le sue relazioni esterne (con Dio, con gli uomini, e con la Terra) sono state rotte o distorte e portare la guarigione sia internamente che esternamente. Come dice Papa Francesco, ‘Curarsi del pianeta è un impegno cattolico tanto importante quanto la cura per i malati e gli affamati.’

Per iniziare il processo di cambiamento, per prima cosa, abbiamo bisogno di distruggere la separazione fra sacro e profano e iniziare ad evitare tutti i fattori che guidano il processo di distruzione e dannazione. Il passo successivo comporta imparare i differenti stili di vita che portano la gloria di Dio e la guarigione della nostra Terra così danneggiata. Abbiamo bisogno di nuovi paradigmi di ministeri pastorali, in cui ogni battezzato sia visto come un ecologista, che comprende come la Terra sia un sistema vivente e come le differenti creature possono creare, sostenere e cambiare l’ambiente della Madre Terra. La prima responsabilità dei leader della Chiesa diventa abbracciare questa prospettiva ecologica ed educare i membri a coltivare la relazione con la natura, al fine di formare i discepoli ad immagine di Cristo, che vive per la gloria di Dio e per il bene della Creazione. Per ultimo ma non meno importante, come dice il Pontefice, abbiamo bisogno di provocare ‘una coscienza universale e una preoccupazione per la cura reciproca’ (117).

Per concludere, come donna consacrata, ogni Missionarie dell’Immacolata come la nostra Beata Madre la Vergine Maria è chiamata ad essere sorella e madre (Cost. 52,66) al fine di promuovere la pace e la cura della creazione (Cost. 22). Che possiamo procedere avanti nella cura della creazione, seguendo i passi di Gesù Apostolo del Padre e dell’Immacolata Vergine Maria.

Sr. Sundari Nagothu, Vijayawada-India.

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