Evento storico quello che è successo nella missione di Kodbir – Diocesi di Dinajpur, nel nord del Bangladesh, domenica scorsa 22 novembre 2020. Tre Missionarie dell’Immacolata (sr. Pauline Mondol, sr. Shiuly Rozario e sr. Sweety Rozario) hanno ricevuto dalle mani di Sebastian Tudu, Vescovo di Dinajpur, il mandato missionario rispettivamente per il Brasile Sud, il Brasile Nord e il Camerun, durante una giornata di preghiera e di festa.

Mai si era vista un’occasione così: per la prima volta in questa zona la gente ha potuto partecipare della gioia e della bellezza del vedere inviate tre giovani MdI in nome di ciascuno di loro, di tutta la Chiesa bengalese, verso le periferie del mondo, per predicare e testimoniare il Vangelo di Cristo.

Dopo una settimana di animazione in cui le protagoniste, insieme ad altre sorelle, hanno condiviso la loro vocazione missionaria con le diverse comunità e i villaggi circostanti, domenica 22 novembre abbiamo vissuto insieme la messa del mandato e a seguire la festa e il pranzo insieme a tutta la comunità.

Ma ecco il racconto direttamente dalle parole di ciascuna di loro:

Sr. Shiuly Rozario

Quando ho ricevuto la destinazione, ho pensato e sognato che il mio mandato missionario potesse avvenire nella mia parrocchia di origine, parrocchia storica per il PIME e le MdI, quella di Bonpara. Ma il Signore ha sempre i suoi piani, spesso diversi dai nostri, e con gioia e stupore mi sono ritrovata ad accogliere la proposta della Responsabile Provinciale sr. Bondona Cruze che mi anticipava la possibilità di vivere la cerimonia del mandato qui a Kodbir, missione dove lavoro già da quasi due anni. Sapendo che per la comunità di qui sarebbe stata la prima volta, ho subito pensato che questa era destinata ad essere una bella e unica opportunità per tutti. Abbiamo fatto diversi meeting per organizzare il lavoro insieme ai due padri residenti qui a Kodbir (un padre del PIME italiano e un padre diocesano bengalese) e ai diversi catechisti responsabili delle attività nei diversi villaggi. Ho dato l’idea della possibilità di fare dei giorni di animazione nei villaggi per sensibilizzare la gente e per comunicare meglio il nostro annuncio missionario, proposta che è piaciuta a tutti e alla quale abbiamo dato più rilevanza, diminuendo altri programmi ordinari. Sapevamo che andando di villaggio in villaggio avremmo avuto più possibilità di incontrare la gente e in particolare i giovani.

La settimana precedente alle attività devo ammettere che avevamo un po’ di timori sull’affluenza e la partecipazione della gente, perchè per la popolazione di qui questo è il periodo della raccolta del riso, nel quale perciò tutti gli abili al lavoro sono nei campi tutto il giorno, per guadagnare quello che gli serve per poi vivere il resto dell’anno. Ma la nostra gente ci ha stupito… Ha partecipato con emozione e attenzione alle attività di tutta la settimana, per molti anche perdendo una giornata di lavoro nei campi. Tutto per la missione!

Personalmente questa esperienza itinerante nei villaggi mi ha donato molto. Andare a due a due nei diversi centri abitati a condividere la nostra esperienza di Dio mi ha fatto sentire come gli apostoli, inviati a due a due da Gesù stesso, sentivo nei nostri passi come di stare vivendo davvero il Vangelo. Nella nostra gioia e nei nostri momenti di condivisione una volta tornate a casa, rivivevo a gioia dei discepoli dopo l’annuncio della Parola di Dio.

Lavorare come MdI sul campo, responsabile della pastorale sul territorio, mi ha inoltre dato la possibilità di seguire tutto il percorso di realizzazione della settimana e della giornata di festa e questo mi ha aiutato anche spiritualmente a prepararmi ad accogliere il mandato di domenica 22 novembre. La giornata mi è piaciuta molto, il contesto era molto bello e tutto ben organizzato, è stato spiegato bene cosa sia la vocazione missionaria e la nostra scelta di vita. E’ stato un momento molto emozionante, una benedizione e una preghiera molto toccanti per me e per la mia vita, anche per la possibilità di condividerlo con la mia famiglia e i miei parenti.

Inoltre, anche se è presto parlare di frutti, per la nostra comunità questo percorso è stato davvero ricco. Prima sentivo dire dalla gente: ‘Che fortuna sister, vedrai un nuovo paese e una nuova cultura!’, ma grazie a questo programma in parrocchia anche per loro è stato possibile vedere che la mia finalità è un’altra, è predicare e testimoniare il vangelo, non solo conoscere un’altra cultura. Prima tutti attendevano questo momento solo come se fosse il mio addio alla parrocchia, invece grazie a questa occasione tutti hanno avuto opportunità di capire la ragione e il motivo per cui io e le altre sorelle stiamo partendo per la missione. Io non vado sola in missione, vado in nome della Chiesa del Bangladesh e della mia terra.

E come la mettiamo con il Corona virus? Anche se devo aspettare per partire realmente per la missione, spiritualmente mi sembra già di essere insieme ai miei fratelli e sorelle brasiliani. Posso dire che sempre già dal momento della destinazione nella preghiera e nella vita quotidiana mi ricordo del mio nuovo popolo. Sono certa che il Signore dia la sua benedizione alla mia missione e che mi permetta di riuscire, anche attraverso la preghiera del mio popolo e della mia gente. Sento di avere dei timori e delle paure, ma so che il Signore mi accompagna e mi permetterà, con la sua grazia, di superarle.

Sr. Pauline Mondol

Sono piena di gioia e il mio cuore è ricolmo di gratitudine, il giorno del mandato tutto il mio animo era pieno di felicità, mi è sembrato come se il piano del Signore per me passo passo si stia compiendo davvero, perchè io possa partire per la missione in Brasile Sud. Insieme a questo ho provato anche un pizzico di tristezza e preoccupazione per la situazione mondiale dell’epidemia da corona virus che non si sa quando finirà, e non ci permette di fare veri e propri programmi.

Quel giorno così speciale, anche se molti miei parenti e amici non sono potuti essere con me, tuttavia spiritualmente sono stata molto soddisfatta e contenta di condividere la giornata con i fratelli e le sorelle di Kodbir, che hanno dato tutto quello che potevano e che avevano, insieme al loro amore e affetto, per rendere la giornata perfetta. Ancora una volta rinvolgo il mio ringraziamento al Signore e come la Vergine Maria dico: La mia anima esulta in Dio mio Salvatore.

Sr. Sweety Rozario

Sono molto contenta e mi sento davvero benedetta in modo speciale. Come nella Bibbia il Signore in tempi diversi ha chiamato e mandato diversi profeti a predicare la Parola di liberazione a tutti, così attraverso la mia vocazione il Signore mi ha chiamato a predicare il Suo Vangelo al di fuori del mio paese, in Camerun. Io so che non sono degna di questo compito, ma credo che il Signore come ha dato ai suoi profeti la forza e il coraggio di predicare, così dia a me la sua benedizione e la sua forza per portare avanti la sua missione di liberazione.

Il 22 novembre, giorno del nostro mandato missionario, è stato un giorno molto importante e memorabile per la mia vita, benedetto dal Signore. Attraverso i diversi momenti di tutta la giornata, spiritualmente e umanamente sono stata fortificata per predicare la Parola di Dio, specialmente nei due momenti molto toccanti della consegna del crocifisso e della Bibbia, in cui in modo speciale si è pregato per me e la mia vocazione.

Quando ho accolto il crocifisso, dentro di me sentivo un misto di gioia e timore. Sentivo che questa non era una cosa ordinaria, che predicare l’amore di quel crocifisso non era una cosa da niente, che la sua importanza è enorme, che nel lavoro missionario quella croce sarà mia compagna per sempre, che nei momenti difficili potrà darmi la forza e che nel viaggio della vita sarà la mia benedizione, come abbiamo recitato insieme con fede nella preghiera del Beato Giovanni Mazzucconi, primo martire del PIME in Oceania. Ringrazio il Signore di questa stupenda giornata e chiedo ancora la sua grazia per il cammino che mi sta davanti!

sr. Pauline Mondol, sr. Shiuly Rozario e sr. Sweety Rozario, Provincia Bangladesh

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