Dal 5 al 20 febbraio, ho partecipato al Corso sulla realtà dell´Amazzonia, promosso dall´Arcidiocesi di Manaus per i nuovi missionari e missionarie inviati in questa terra, ma aperto anche a chi sta tornando dall´estero per riprendere contatto con la realtà attuale.

Al corso han partecipato 31 missionari(e), provenienti da Congo, Romania, Italia, Cile, Argentina, Kenya e da altre regioni brasiliane (Stati dell´Espirito Santo, Bahia, Minas Gerais, Alagoas, Ceará, Rio Grande do Sul, São Paulo e Amazonas). Sono stati 20 giorni caratterizzati da un clima di convivenza molto familiare, amichevole e rispettoso, anche se ci si incontrava per la prima volta: legami di maternità universale che ci hanno avvolto in un clima meraviglioso!

Prima di condividere la mia esperienza, vorrei presentare brevemente un profilo della regione, a partire dai dati del Documento del Sinodo sull´Amazzonia. Chiamata anche “Pan-Amazzonia”, l’Amazzonia è un territorio molto esteso, con una popolazione stimata di poco più di 33 milioni e mezzo di abitanti, dei quali 2 milioni e mezzo indigeni. È una regione vitale per la distribuzione delle piogge nel Sud America e contribuisce al grande movimento dei venti attorno al pianeta grazie allo spazio formato dal bacino del Rio delle Amazzonia e dei suoi affluenti. L’acqua e la terra di questa regione nutrono e sostengono la natura, la vita e le culture di centinaia di comunità di indigeni, di abitanti dei campi, afrodiscendenti (quilombolas), meticci, coloni e abitanti lungo i fiumi e nelle città. L´acqua, fonte di vita, ha un ricco significato simbolico. Il ciclo dell´acqua è un asse di connessione. Connette ecosistemi, culture e sviluppo del territorio.

Esiste una realtà multietnica e multiculturale. I diversi popoli han saputo adattarsi con la loro cultura, han costruito e ricostruito la loro cosmovisione, significati e visione del futuro. I volti degli abitanti dell´Amazzonia sono molto vari. Oltre ai popoli originari, ci sono discendenti meticci di molti incontri – e scontri – di diversi popoli. L’Amazzonia oggi è una bellezza ferita e deformata, un luogo di sofferenza e di violenza. I cambiamenti del mondo e della società stanno portando conseguenze negative sulla vita dei popoli locali.

Potreste chiedervi come mai una amazzonense, nata a Nhamundá e cresciuta sulla riva del fiume, è andata a frequentare un corso sulla realtà dell´Amazzonia.

Ciò che mi ha smosso è stato un invito e ho deciso di aprire ‘uno spazio’, per creare dentro di me una disposizione positiva nel corpo e nello spirito per convincermi che, pur essendo nata qui, ho ancora molto da imparare. Non è stato facile sedermi, ascoltare, assimilare, interiorizzare, partecipare, restare connessa e tutto il resto per 20 giorni. Alla fin fine, ho deciso di partecipare perché il corso era un´occasione per riprendere contatto con la mia propria realtà di origine, che è cambiata molto nei 15 anni che ho trascorso come missionaria in Africa, in Camerun. Così, ho accettato la proposta e mi sono buttata con molte aspettative. E ne è valsa la pena! È stata un´occasione per ricordare, per conoscere quel che è cambiato nel tempo e sentire che devo ancora camminare.

Alla fine del corso, posso affermare che ciò che ha particolarmente arricchito la mia visione della realtà amazzonica sono i cambiamenti che ho percepito. Prima di tutto il miscuglio con altri volti. Bisogna imparare a vivere con questa nuova realtà. Ho visto così tanti cambiamenti in tutti i campi (ecclesiale, familiare, morale, di infrastrutture) che ad un certo punto mi sono sentita ‘straniera’ nella mia terra, e ho sentito la necessità di adattarmi e abituarmi a queste novità. Ho capito l´importanza di restare aperta alle novità, saper affrontare con umiltà ciò che non è più uguale a quello che avevo vissuto nel passato. Sono convita che in questo momento storico è fondamentale stare attenta, osservare, ascoltare.

Ci sono molte ricchezze e sfide in Amazzonia per chi, come me, ritorna dalla missione in Camerun.

La prima ricchezza che posso enumerare è la presenza di missionari provenienti da altre regioni del Brasile. È stato molto bello incontrarli nel corso, sempre desiderosi di aiutare e annunciare la Buona Notizia del Vangelo.

La seconda ricchezza è stata la possibilità di approfondire la storia, con ciò che sta avendo una grande impatto sulla realtà attuale. Percepire che sono molti i movimenti ecclesiali che lottano a favore delle persone più vulnerabili e escluse. Ascoltare la voce dei Vescovi dell’Amazzonia chiedere giustizia, vedere l´impegno di molte Congregazioni religiose missionarie, testimoni di presenza a fianco dei più poveri. Laici, uomini e donne, che si mettono a disposizione e si impegnano nella missione in quanto battezzati.

I cambiamenti e le nuove sfide? Sono molti e in tutti gli ambiti della vita della gente amazzonense. Ascoltando i relatori del corso, posso dire che mi sono resa conto di quanto io debba riconoscere e approfondire i tanti cambiamenti nella gente, nella gioventù locale, nella cultura, nella vita della Chiesa e della società. Ho trovato molto interessante anche un altro aspetto in evidenza nel Sinodo sull’Amazzonia: “Nel curriculum accademico, devono essere incluse discipline sui temi dell´ecologia integrale, eco-teologia, teologia della creazione, teologia indigena, spiritualità ecologica, storia della Chiesa in Amazzonia, antropologia culturale”.

Un fatto strano che mi ha colpito è che all´inizio del corso alcuni pensavano che io fossi boliviana, forse per l´apparenza e l´accento. Devo ritrovare il mio portoghese, ma è ancora molto presto per passare dal francese al portoghese! Il primo sentimento è stato di sentirmi straniera in casa mia… Però poi, il secondo giorno del corso, ho avuto la grande gioia di rincontrare una suora delle Adoratrici del Sangue di Cristo che conoscevo già dagli anni passati!

Un´altra esperienza significativa è stata la visita a una comunità della periferia di Manaus, chiamata “Colonia Antonio Aleixo”. Siamo stati inviati due a due nelle comunità della parrocchia. Io e padre Elton siamo stati mandati dall´altro lato, e abbiam dovuto attraversare il fiume di canoa. È stata una giornata ricca, di visita alle famiglie e ai malati. Alla sera abbiam fatto una bella celebrazione con la gente e una deliziosa cena insieme. Un grandissimo grazie per la convivenza fraterna di questo giorno!

Anche se sono amazzonense, l´esperienza vissuta con gli altri missionari mi ha aiutato molto a sentirmi più forte e rinnovata per integrarmi meglio in questa nuova tappa di formazione all´interculturalità e di inculturazione, con una convinzione che mi sostiene e incoraggia.

Che il Dio di Abramo, Giacobbe e Isacco mi accompagni in questo cammino.

Sr. Lilian Marinho de Souza, Provincia Brasile Nord.

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