Guardando indietro a tutta la mia vita, il primo sentimento è la gratitudine: penso a Dio e lo ringrazio con tutto il cuore per il dono di due genitori che mi hanno sempre amato, per i miei fratelli e le mie sorelle, per il loro affetto e supporto dalla mia nascita fino ad oggi, che mi aiutano a mantenere il mio cuore infiammato d’amore per il mio Signore e maestro. E’ stato attraverso la fede e l’amore per il Signore dei miei genitori, infatti, che si è impiantato in me un amore speciale per Gesù, insieme al desiderio di continuare la sua missione portando frutto nel mio percorso di vita. Mi viene in mente fra i miei primi ricordi d’infanzia un giorno dove tutti noi stavamo andando per la Santa Messa; siccome ero troppo piccola e avevo difficoltà a camminare, è stato mio padre a portarmi sulle sue spalle, per poter arrivare in tempo per la Messa. Ogni volta che va al lavoro è solito fermarsi e chinare la testa davanti ad un piccolo altare che abbiamo a casa. Anche mia mamma è una donna di fede e di preghiera, e un’autentica innamorata di Gesù. I miei genitori sono stati per me e per i miei fratelli e sorelle (noi siamo sette in totale e io sono la quinta) i primi insegnanti di catechismo.

VOCAZIONE ALLA VITA RELIGIOSA

Mentre stavo facendo la settima classe, durante la lezione di catechismo, ho avuto l’ispirazione a diventare religiosa mentre ascoltavo la storia di Madre Teresa di Calcutta e di Teresa di Gesù Bambino. Da quel momento in poi il desiderio dentro di me ha iniziato a svilupparsi e crescere, sentivo un amore speciale per i poveri e per tutta l’umanità sofferente. La mia preghiera preferita era il Salmo 91 (Certezza della protezione di Dio), che ancora oggi vivo come la preghiera più bella nella mia vita di missionaria.

Chi abita al riparo dell’Altissimo

passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.

Io dico al Signore: “Mio rifugio e mia fortezza,

mio Dio in cui confido”. (Sal 91,1-2)

Sono entrata nella nostra Congregazione il 4 giugno del 1997 grazie a sr. Jeya Soosai, la mia responsabile vocazionale. Quando guardo indietro al mio cammino formativo riesco solo a vedere tutte le benedizioni di Dio per me e con gratitudine ricordo tutte le persone che hanno giocato un ruolo vitale nella mia vita, specialmente i miei formatori.

LA VOCAZIONE SI FORTIFICA

Uno degli eventi che mi ha reso più convinta della mia vocazione è stato quando, mentre ero al secondo anno di noviziato appena prima di fare la prima professione, stavo pensando di tornare a casa. Molte domande c’erano in me: “Se divento religiosa dovrò separarmi dai miei genitori, dalla mia terra, dalle mie cose” pensavo…Perciò ero molto disturbata e confusa. D’altro canto non ho mai tralasciato la preghiera, e specialmente durante l’adorazione eucaristica cercavo di avere una qualche risposta dal Signore, proprio come dice il Beato P. Paolo Manna “Un’ora di adorazione risolverà tutti i nostri problemi”. Ed era vero anche nella mia vita, quando mi inginocchiavo davanti al Signore nella Santa Eucaristia per un tempo prolungato, chiedendogli fra le lacrime che lui potesse mostrarmi la strada. Mentre stavo pregando, ho avuto come una visione. Anche se era la fine della giornata, potevo vedere il sole splendere e tutto intorno era calmo e pacifico; c’era una distesa d’acqua senza fine e vedevo me stessa salire su una barca, eravamo solo io e il timoniere. Poi all’improvviso riaprii gli occhi e realizzai che ero davanti al SS.mo Sacramento. Immediatamente il Signore mi ha parlato attraverso la Parola di Dio “La salvezza è entrata in questa casa” (Lc19.9) e “Non abbiate timore nei vostri cuori. Credete in Dio e credete anche in me” (Gv 14,1). Si, ho creduto a questa potente parola di Dio ed ero pienamente convinta della mia vocazione religiosa e missionaria. Il 23 giugno 2001 ho fatto la prima professione insieme alle mie compagne.

sr. Rose Mary Arlandu, PNG

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