EDITORIALE
Scrivere pagine nuove della storia del mondo e della nostra storia è possibile solo se il nostro cuore è abitato dalla pace, e la pace per noi cristiani è Lui, il Signore Gesù.

Costruire la pace potrebbe sembrare un’azione che compete alla politica e alle grandi organizzazioni internazionali, mentre Papa Francesco ci ricorda che essa è questione di “prendersi cura” (così scriveva nel messaggio per la Giornata mondiale dello scorso anno) e di dialogo tra generazioni, come sottolinea nel messaggio per la Giornata del 2022. Qualcosa dunque che riguarda le nostre vite concrete, che interpella ognuno di noi in quanto persone e in quanto cristiani, convinti che Cristo è l’uomo della pace, perché la porta nel cuore dell’uomo.

In Cambogia mi sono trovato, quasi senza rendermene conto, a vivere un piccolo esperimento sociale di riconciliazione tra cambogiani e vietnamiti, due popoli che si considerano nemici da sempre. Nella parrocchia del Bambin Gesù di Phnom Penh era nato un piccolo ostello per studenti. Si trattava di ragazzi molto in ritardo con gli studi. Quando bussavano alla porta, cercando la possibilità di tornare sui banchi di scuola per recuperare gli anni persi e crearsi le competenze per una professione, non andavo molto per il sottile: se ravvisavo le condizioni e la volontà di studiare li accoglievo.

In poco tempo mi sono ritrovato in casa una trentina di giovani e adolescenti, tutti poveri ma con storie e provenienze diverse: alcuni erano di religione cattolica, altri buddhisti, ed erano per metà cambogiani e per metà vietnamiti. Avrebbe potuto essere una situazione esplosiva e ingestibile, con una tale commistione di ragazzi che vivevano e studiavano insieme per dieci mesi l’anno, condividendo la vita in casa 24 ore su 24. Ebbene, fu stupefacente vedere come questi giovani furono quasi naturalmente capaci di andare oltre le fatiche e le divisioni che avevano vissuto i loro genitori, per guardarsi semplicemente in faccia e dirsi: tu chi sei? Voglio conoscerti per quello che sei, non con il filtro delle tue origini o della tua fede. In quel contesto ho visto bellissime amicizie nascere tra cambogiani[GB1]  buddhisti e vietnamiti cattolici. Nelle vicinanze c’era l’ostello delle ragazze, intitolato a santa Chiara, che viveva una situazione simile. La struttura maschile fu così dedicata a san Francesco. Ovviamente le due realtà vennero in contatto e nacque qualche famiglia mista tra vietnamiti e cambogiani.

L’esperienza di questi due ostelli è stata solo una goccia nel mare, che non ha cambiato le sorti dell’inimicizia tra i due popoli, ma ha rappresentato il segno chiaro che la pace può essere costruita vivendo insieme e dimenticando il male e i torti del passato. Ogni giovane dovrebbe essere educato dicendogli: «Sebbene tu venga da una storia complessa, tu sei una pagina bianca su cui puoi scrivere una trama nuova, piena di speranza». Scrivere pagine nuove della storia del mondo e della nostra storia è possibile solo se il nostro cuore è abitato dalla pace, e la pace per noi cristiani è Lui, il Signore Gesù. Buon anno di pace a tutti.

Mario Ghezzi, Mondo e Missione di gennaio 2022

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