XXVI Giornata per i missionari martiri

XXI Giornata per i missionari martiri

“Chiamati alla vita” è il tema della prossima giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri. Un anniversario che lega il 24 marzo di ogni anno al 24 marzo 1980, giorno del martirio di mons. Oscar Romero, Arcivescovo di San Salvador, ucciso per il suo impegno a favore della vita del suo popolo proprio mentre celebrava l’Eucaristia.

Secondo l’Agenzia Fides, nel 2017 sono stati uccisi nel mondo 23 missionari: 13 sacerdoti, 1 religioso, 1 religiosa, 8 laici. L’elenco non comprende solo i missionari in senso stretto, ma cerca di registrare tutti gli operatori pastorali morti in modo violento. A questi nomi ufficiali bisogna però aggiungere la lunga lista dei tanti, di cui forse non si avrà mai notizia, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano con la vita la loro fede in Gesù Cristo. Sono “missionari martiri”, ovvero fedeli che hanno dato la vita per il Regno di Dio. In questo senso, il termine “martiri” è usato nel suo significato etimologico di “testimoni”: uomini e donne che hanno testimoniato la vita nuova del Vangelo con il coraggio di uscire nelle periferie geografiche ed esistenziali del nostro tempo, perché “Chiamati alla vita”. Uomini e donne che ci ricordano come, in quanto cristiani, siamo chiamati ad ascoltare la vita, a custodirla, a salvarla, ad amarla, a difenderla. Uomini e donne che ci ricordano che siamo chiamati a dare la vita, giorno per giorno, alcuni fino alla morte violenta. “Pochi” sono i nomi ufficialmente registrati, ma sono il segno delle tante comunità cristiane che continuano a vivere e testimoniare la propria fede sotto il segno della Croce, ben 215 milioni secondo il rapporto di World Watch List 2018.

Persecuzioni 2017

Mappa delle persecuzioni dei cristiani

Uniamo nella nostra preghiera, ai martiri cattolici della lista, i volti di tanti uomini e donne che con cuore buono e generoso hanno amato la vita e si sono adoperati per gli altri, lasciandoci ispirare dal testamento di p. Christian de Chergé (uno dei 7 monaci trappisti sequestrati e poi uccisi in Algeria nel 1996, di cui Papa Francesco ha appena ufficializzato la prossima beatificazione):

Se mi capitasse un giorno di essere vittima del terrorismo … vorrei che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia, si ricordassero che la mia vita era “donata” a Dio e a questo paese. Che essi accettassero che l’unico Signore di ogni vita non potrebbe essere estraneo a questa dipartita brutale. Che pregassero per me: come essere trovato degno di una tale offerta? Che sapessero associare questa morte a tante altre ugualmente violente, lasciate nell’indifferenza dell’anonimato.

Ricordiamo allora, in questo 24 marzo, anche i cristiani delle diverse Chiese che soffrono tra le macerie del Medio Oriente e a causa dei fondamentalismi religiosi in Asia e in Africa; ricordiamo tutti gli uomini e le donne che soffrono per dare voce agli ultimi, come Mirelle Franco, assassinata proprio in questi giorni in una favela a Rio de Janeiro; ricordiamo gli uomini  e le donne che soffrono per difendere la nostra terra, “casa comune di tutti i popoli” (cf. LS 13), come l’ambientalista Paulo Sergio Almeida Nascimento, ucciso settimana scorsa in Amazzonia.

Preghiamo per loro e con loro per avere la forza di continuare il cammino del Regno sui loro stessi passi, perché, come ci ha ricordato Papa Francesco l’anno scorso:

L’eredità viva dei martiri dona oggi a noi pace e unità. Essi ci insegnano che, con la forza dell’amore, con la mitezza, si può lottare contro la prepotenza, la violenza, la guerra e si può realizzare con pazienza la pace.

MATERIALE PER L’ANIMAZIONE DELLA GIORNATA DEI MISSIONARI MARTIRI 2018 

©2018 Missionarie dell'Immacolata PIME - credits: Mediaera Srl

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