Here is the first of some interviews with the delegates of the XI General Chapter….What do they expect from this Chapter? Which are their desires?

Sr. Julia Adinawe, born in Papua New Guinea and now in North Africa as a missionary sister of the Immaculate, has been invited to participate at the Chapter to represent PNG. In this interview – in english – you can find her point of view…

Domanda 1: Cosa significa per te essere qui all’XI Capitolo Generale?

A dire la verità, io non mi aspettavo proprio di venire, come tutti mi stavo preparando al Capitolo leggendo i documenti e pregando, ma senza pensare di prenderne parte…

Poi quando stavamo finendo l’assemblea in Algeria, Sr Gabriella Tripani mi ha chiamato e, prendendomi da parte, mi ha detto di tenermi pronta. E io dissi: Per cosa? E lei rispose: Per la PNG, per andare al Capitolo! E io ripresi: Io, impossibile! Quando poi, due o tre giorni dopo, la Madre mi ha chiamato per invitarmi al Capitolo, mi ha chiesto cosa ne pensavo e ho risposto: “Se voi avete pensato che io debba andare, io vado.”, ma dentro di me ero preoccupata e un po’ ansiosa…Cosa avrei dovuto fare?

La mia comunità mi ha subito incoraggiato dicendo che era un privilegio per me poter partecipare, ma io sentivo molto di più il timore e il senso di responsabilità!

Dal momento che questa è la prima volta che partecipo, quello che vorrei per me è innanzitutto imparare dall’esperienza missionaria delle sorelle e aprire i miei orizzonti e la mente per lavorare meglio nella mia missione e per le mie sorelle in PNG.

Domanda 2: Dal tuo punto di vista, quali sono le sfide del nostro Istituto? Quali sono per te le difficoltà, le cose che dobbiamo tenere bene a mente, in modo speciale in questo Capitolo?

Quando sono andata a casa per le vacanze, ho già avuto occasione di condividere su questo. La prima cosa che mi viene in mente è l’internazionalità. E’ molto bello vivere in una Congregazione internazionale, dove la vita insieme è composta da tante diversità. Quando si vive in comunità di una sola nazionalità non è lo stesso, non senti la pregnanza dell’essere un Istituto Internazionale. Questa è un’esperienza che ho vissuto sulla mia pelle, anche qui al Capitolo, nell’esperienza del Market Place. L’internazionalità deve potersi vedere e vivere all’interno delle comunità. Un’altra cosa che mi aspetto dal Capitolo è inoltre la possibilità dell’aprirsi di nuovi orizzonti, di novità!

Domanda 3: quali sono le sfide del tuo paese di missione, l’Algeria?

Noi Missionarie dell’Immacolata in quel territorio siamo nuove e stiamo cercando di sforzarci per sostenere le difficoltà. Innanzitutto per la lingua, l’arabo, che dobbiamo imparare, la cultura e il contesto religioso in cui ci dobbiamo inserire, l’Islam. Dobbiamo capire come proporci. La nostra mentalità cristiana e la nostra preparazione missionaria ci danno un’impronta su come fare apostolato, ma poi arrivando nel paese di missione ci troviamo a dover ripartire e creare qualcosa di nuovo. La nostra difficoltà è creare il nostro specifico stile di apostolato, vedere come poter appartenere a questo territorio. Per esempio nella zona di Hassi Messaoud, dove abbiamo una comunità, abbiamo impiegato molto tempo per farci conoscere dalla gente e per comunicare che noi siamo cristiane, religiose, e anche per mostrare il significato della nostra presenza attraverso varie attività da condividere con la gente. Ora, con le possibilità che abbiamo creato di varie attività con persone disabili, stiamo riuscendo ad essere più vicine alla gente, a relazionarci con la gente, specialmente con le famiglie. Abbiamo molti amici, gente che ci cerca perché vuole essere ascoltata, con uno stile che noi chiamiamo della Chiesa della Visitazione, come l’incontro fra Maria ed Elisabetta.

Domanda 4: Cosa ti è piaciuto di più di questi giorni di Capitolo Generale? Cosa ti ha sorpreso di più?

Essendo la prima volta che sono ad un Capitolo Generale, mi sono sentita un po’ timorosa, timida, cercando di scoprire come comportarmi; ma dopo i primi tempi di insicurezza ho potuto scoprire molte cose. Già nei primi giorni di preparazione mi sono sentita libera di condividere da subito le mie impressioni, perché non ho sentito indifferenza nelle sorelle, ma anzi ho sentito partecipazione e unità. Non sentivo la differenza di ruolo, di esperienza, ma soltanto la gioia e l’apertura di sentire e ascoltare un’altra sorella condividere.

Il Market Place mi ha aperto la mente su quanto e che cosa fanno le sorelle del nostro Istituto nelle diverse parti del mondo. Ho visto la loro passione missionaria nell’esprimere le loro gioie e conquiste, molto spesso adattandosi in maniera creativa a dei contesti che sono ostili o che stanno cambiando le regole, come molte zone dell’india, ad esempio. Ho visto però nelle sorelle la capacità di rinnovarsi con creatività per inventare nuovi campi e stili di apostolato e questo mi ha davvero aiutato a pensare e riflettere su come trovare nuove vie di condivisione e testimonianza del Vangelo. Ho aperto pian piano il mio cuore per vedere le cose buone che facciamo come missionarie in tutto il mondo e questa affezione nei confronti delle sorelle mi sta aiutando molto a crescere nella vocazione missionaria e nell’approccio alla mia missione.

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