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Sul suolo africano

22/01/2012

Benché sia arrivata da poco in Guinea Bissau,  è una gioia grande poter condividere le prime impressioni.

Sono arrivata in Guinea il 15 settembre, giorno in cui ricordiamo il beato p. Paolo Manna.

Già nei giorni precedenti alla mia partenza dal Brasile avevo meditato sulla santa Croce, sulla Beata Vergine Addolorata e sulla frase del nostro Ispiratore carismatico: “I missionari devono tenere gli occhi fissi nel Crocefisso, perché guardando alla Croce risplenderanno del suo amore e della sua forza”.

Sono arrivata a Bissau alle tre del mattino ed è stato come un risveglio: guardare le persone, contemplare i volti, calcare il suolo africano, l’aria umida … All’arrivo, sentivo una sensazione strana: ero piena di allegria, ma allo stesso tempo sentivo altri sentimenti in me. Comunque, l’accoglienza fraterna di sr. Auxiliadora e sr. Maria Farias mi ha riportato alla realtà: ben arrivata! Sei arrivata in Guinea!

Arrivata a casa, sono stata accolta a lume di candela e ho preso solo un bicchiere d’acqua fresca. Poi, appena all’alba, la preghiera dei mussulmani nella moschea mi ha svegliata.

In terra straniera, bisogna calcare il suolo sacro e procedere passo a passo. La missione sta proprio in questa immagine: stare con le persone e andare verso altre persone. È questo il movimento della missione. Imparare, ascoltare e annunciare l’amore universale. È una nuova esperienza, so che non posso farcela da sola, ma confido nella grazia di Dio e nelle vostre preghiere. In questi primi passi di inserimento, i miei sentimenti ed impressioni sono spesso oggetto della mia preghiera. 

In città, la mia prima impressione è stata la mancanza di urbanizzazione. Poi poco a poco, ho visto le strade asfaltate, le luci a panelli solari, nuove costruzioni, e anche il semaforo. Tutti restano incantati da queste novità mai viste, e io con loro. Mentre osservo queste novità, percepisco anche i problemi della società guineense e le nuove sfide, lanciate dagli investimenti e dall’urbanizzazione.

Contemplo le donne che. nei mercati., aiutano l’economia del Paese, che piantano e coltivano il riso, loro lavoro quotidiano. Andando da Mansoa a Bissorã, si scorge la bulanha, il luogo preparato per piantare il riso, e sono le donne a fare questo lavoro.

Ogni giorno ho la lezioni di criolo  e comincio a capire e pronunciare le prime parole e i saluti, a intendermi un po’ le persone. Per ora sto a Bissau con sr. Auxiliadora e sr. Fabiana.

Assieme alle altre suore della Guinea ho partecipato a un incontro formativo guidato da p. Rachibo, francescano, sul tema della cultura africana, soprattutto riguardo le etnie mancanha, felupe e alcuni rituali del Chur, il funerale, con le sue diverse tappe.

Ho visto molte cose e  sento che è necessario aver pazienza, per poter imparare e lasciare che l’inserimento avvenga giorno dopo giorno. Il Padre Creatore ha per ciascun/a di noi un progetto speciale, disegnato su foglie di opportunità che si rinnovano ogni giorno della nostra vita. Già che nessun posto, nessun luogo può soffocare lo spirito apostolico della Missionaria dell’Immacolata.

 Restiamo uniti nella preghiera e nella missione.

Sr. Eliane Armôa

 

 

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