Intervista
09/12/2011
Questo dicembre il nostro Istituto celebra il 75° anniversario di fondazione. Insieme a questo data importante, che viene ricordata da tutte le Sorelle della Congregazione in vario modo, le nostre Sorelle della Provincia del Bangladesh celebrano un’altra data memorabile che è motivo di gioia: l’80° compleanno della nostra prima suora missionaria Bangladeshi. Ebbene, sì! Il prossimo 18 dicembre, sr. Golapi Toppo, compirà 80 anni!
Mi trovavo in Bangladesh per animare la nostra Assemblea pre-capitolare. E devo dire che sono rimasta molto colpita dalla partecipazione di sr. Golapi durante questi incontri. Nonostante l’età e nonostante abbia sofferto recentemente per un leggero ictus, sr. Golapi ha partecipato attivamente alle due assemblee e in più ha avuto il tempo di rispondere alla mia intervista, che riporto di seguito.
D: Raccontami della tua vocazione.
Sr. Golapi: Sono nata a Khalisha, nel distretto di Rangpur, dove abbiamo anche una comunità MdI fin dal 1987. Ho studiato per 8 anni al Little Flower, un ostello per ragazze che si trova a Dinajpur, gestito dalle Suore Hope Charity. Là ho ricevuto la Prima Comunione.
In quel tempo l’India e il Bangladesh (l’allora Pakistan Orientale) erano in guerra. Così, mio padre mi ha riportato a casa per qualche tempo.
Poi, ho ripreso a frequentare la scuola, mentre da 6 mesi ero diventata una postulante nella congregazione delle Suore Shantir Rani, della Regina della Pace, (una Congregazione Religiosa locale). Ma poi mi sono ammalata e il medico ha detto alle suore di rimandarmi a casa.
Sono tornata a casa e per circa 3 anni non ho proseguito gli studi. Sono poi ritornata all’ostello Little Flower e ho completato la classe Ottava. Ho continuato a studiare privatamente e ho potuto così terminare le classi Nona e Decima a Dinajpur. Terminate le quali, sono tornata a casa.
Fu allora che, tramite i Padri del PIME, ho sentito parlare delle nostre prime Sorelle arrivate in Bangladesh (1953). Ho fatto la loro conoscenza e nel 1959, quando Mons. Lorenzo Maria Balconi, il nostro co-Fondatore, è venuto in Bangladesh per visitare le nostre Sorelle, due di loro, le pioniere sr. Germana Barbé e sr. Carmela Corti, mi hanno invitata a vederlo. Io l’ho accolto con una ghirlanda di fiori, come usiamo nella nostra tradizione, e ho espresso a lui e a Madre Clara Bellotti, che allora era la Superiora Delegata dell’India e del Pakistan Orientale, il mio desiderio di entrare in questo nostro Istituto. Così, nel 1960, sono stata mandata in India per la formazione religiosa. E il 6 gennaio 1964, ho emesso i miei primi voti, diventando così una Missionaria dell’Immacolata.
Sono stati anni difficili; ma credo che il Signore mi abbia guidato attraverso tutte quelle difficoltà, orientandomi alla nostra Congregazione Missionaria.
D: Dimmi qualcosa del lavoro missionario che hai portato avanti durante tutti questi anni.
In tutti questi anni ho lavorato soprattutto nella pastorale parrocchiale. Per circa 7 anni sono stata anche insegnante delle ragazze del nostro ostello nella missione di Dhanjuri.
Per oltre 10 anni ho visitato i villaggi in quell’attività apostolica che noi qui chiamiamo 'mophosol'. Raggiungiamo i villaggi più lontani per fare evangelizzazione e stare là con la gente per un breve periodo, una settimana o dieci giorni. Questo lavoro di evangelizzazione è davvero molto in linea con il nostro carisma specifico, in particolare in questo paese in cui i Cristiani sono solo lo 0.03% della popolazione e ci sono molte persone a cui il Vangelo non è ancora stato annunciato.
Questi anni di 'mophosol' mi hanno davvero dato molto. All’inizio, viaggiavo solo accompagnata da una donna locale per un aiuto e per non essere da sola. Poi, ho chiesto alla nostra Superiora di affiancarmi un’altra sorella che venisse in visita ai villaggi insieme a me. Così, sr. Mariassunta Giacomelli, una delle nostre sorelle italiane, è stata scelta per lavorare al mophosol insieme a me. Oh! Quanto lavoro abbiamo fatto insieme! Quanti bei ricordi da custodire!
Adesso sono qui a Dhaka da ormai molti anni. In questa grande città, ho lavorato nella nostra parrocchia di Mirpur (parrocchia di Maria, Regina degli Apostoli, affidata ai Padri del PIME), a servizio dei poveri e degli ammalati, ho preparato le coppie al matrimonio, ho seguito chi veniva dai villaggi cercando lavoro in città, e ho preparato i catecumeni agli altri sacramenti.
D: Che impressione ti fa vedere tante sorelle Bangladeshi nella nostra Congregazione?
Sono molto felice di vedere che altre donne Bangladeshi sono entrate nel nostro Istituto. Ho sempre fatto animazione missionaria e vocazionale e credo che sia importante lavorare in essa. Eppure, sono convinta che le giovani siano attratte da quelle religiose che hanno realizzato la propria vita. Quindi, noi suore dobbiamo essere persone contente. Le giovani devono vedere che noi siamo felici con la scelta di vita che abbiamo fatto. Allora, sentiranno il desiderio di entrare nella vita religiosa.
D: Che cosa suggeriresti alla generazione più giovane delle MdI Bangladeshi?
Direi loro che:
- Devono studiare sodo e bene.
- Devono interiorizzare quello che imparano. La formazione permanente non deve rimanere solo teoria, ferma al cervello. Ma deve scendere al loro cuore e portare frutto nelle loro azioni.
- Devono essere pronte e desiderare di andare in missione. Gesù ha detto ai suoi discepoli: "Come il Padre ha mandato me, così io mando voi"; "Andate in tutto il mondo e annunciate la Buona Novella" . Così, devono realizzare le parole di Gesù.
A cura di sr. Marinei P. Alves